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Chi siamo laici associati, amici, collaboratori
Insieme alle Suore della Carità ci sentiamo chiamati dal carisma di santa Giovanna Antida Thouret
Viviamo il Vangelo della carità nello stile del servizio, secondo la nostra vocazione

Da vedere, perché...

Un'eccellente lettura del nostro tempo

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PARASITE - Due famiglie, due case, e la brutale dissezione di una disuguaglianza di classe nella società tanto coreana quanto globale. Nell'era delle fratture sociali sempre più scomposte, Parasite è un'eccellente Read More
L'incontro di due solitudini

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Sole si delinea come il miglior esordio italiano degli ultimi anni, maturo e coraggioso al tempo stesso, capace di flirtare con quel realismo che ha da tempo contrassegnato il cinema Read More
Al cuore dei ragazzi

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Weathering With You, il nuovo film di animazione di Makoto Shinkai che ha conquistato il box office giapponese, fino a diventare il decimo incasso di sempre, è un esempio perfetto Read More
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Da leggere, perché...

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“Per la povertà, vogliamo una copertura articolata e meno emotiva”. La marginalità nei telegiornali? Soltanto nell’1% delle notizie. È il dato diffuso da uno speciale del secondo rapporto “Illuminare le periferie” che si concentra sui telegiornali di Rai, Mediaset e La7 . “Illuminare le periferie”: un’indagine quantitativa e qualitativa sui tg di Rai, Mediaset e La7 che racconta quanta informazione arriva nelle tv italiane su temi internazionali e sociali. Il dossier è ideato da Cospe onlus, Usigrai e Fnsi, e condotto da Paola Barretta,  Giuseppe Milazzo e Antonio Nizzoli, ricercatori dell’Osservatorio di Pavia, con il patrocinio dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Secondo l’analisi, il tema della povertà e della marginalità è trattato da 706 notizie, l’1,4% del totale (48.936 notizie), una media di due notizie al giorno all’interno dei 7 telegiornali esaminati, equivalente a una notizia ogni circa 4 giorni a notiziario. La parte preponderante (67,1%) è stata declinata per illustrare le politiche di “Contrasto della povertà”, soprattutto il dibattito politico durante la campagna elettorale, l’approvazione da parte del Governo e del Parlamento nonché le discussioni per l’attuazione del Reddito di cittadinanza. È un tema di politica economica che affronta la povertà da un punto di vista di sostegno monetario destinato a chi ha determinati requisiti “oggettivi” (Isee, patrimonio immobiliare, composizione della famiglia, ecc.).Accanto a questo ci sono le notizie che illustrano le Statistiche relative alla povertà (9,3%). Costituiscono la base numerica che dovrebbe “legittimare” la politica economica. Sono dati non di immediata lettura, spesso enfatizzati da presentazioni che puntano a drammatizzare il fenomeno, quasi sempre senza contestualizzazioni e approfondimenti.Ci sono poi le storie o meglio i “casi” (9,1%), in cui persone in difficoltà sono protagoniste dei servizi. La concretezza finisce spesso per essere un’esibizione emotiva della povertà (spesso gli intervistati piangono), con persone che vivono in auto, all’addiaccio o comunque in situazioni di forte degrado.  Proprio nella descrizione dei Casi emergono due modalità che polarizzano la narrazione: la caduta in disgrazia da una parte e il riscatto dall’altra.

“Vorremmo una copertura articolata e meno emotiva della questione povertà – dice Anna Meli di COSPE - che evidenzi come il nostro attuale sistema economico sia totalmente iniquo e insostenibile. Chiediamo ai media un lavoro attento che guardi e spieghi le cause della povertà in Italia e nel mondo per rendere consapevoli i cittadini delle responsabilità reali e metta fine alla propaganda della “guerra tra poveri”, ovvero della competizione tra le fasce più deboli della popolazione per la scarsità di risorse. Le risorse ci sono. Serve un cambio di modello che metta al centro i bisogni delle persone e attui una equa redistribuzione della ricchezza”.

D’accordo anche la Federazione Nazionale della Stampa: “Non solo condividiamo, ma riteniamo essenziale “Illuminare le periferie” - dice Giuseppe Giulietti, presidente della FNSI - dare voce a chi non ce l’ha non è solo un dovere etico, ma anche un impegno civile e professionale perché la cancellazione della realtà condanna alla disperazione milioni di esseri umani e li consegna ai tanti avventurieri che usano gli ultimi a protezione delle oligarchie dominanti. Per queste ragioni abbiamo deciso di aderire anche al cosiddetto “Sinodo dei giornalisti”, promosso dalla rivista San Francesco e da Articolo 21, e che riunirà ad Assisi credenti e non credenti per elaborare un piano d’azione per contrastare le parole dell’odio e della discriminazione ed elaborate un progetto che metta le parole a disposizione di chi vuole anteporre i ponti dell’accoglienza ai muri del livore e dell’esclusione sociale. L’appuntamento è stato fissato per il 24 e 25 gennaio 2020”.

© Copyright Redattore Sociale

In allegato a fondo pagina il Rapporto completo

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Gli AJA nel mondo

2019 Esce il Documento Base
Incontro Internazionale 2018
2015 AJA in Capitolo
La Tovaglia degli AJA
Gruppo Promotore 2013
2010 Laici al Capitolo
Incontro internaz. 2007
Tema capitolare 2005
Roma 2002
USA
Italia
Francia
India
Ciad
Medio Oriente
Indonesia
Siria
Paraguay

Dal Libro della Vita

Santa Giovanna Antida Thouret

IL CORAGGIO DELLA CARITÀ

Nella famiglia Thouret, dove ci sono già tre figli maschi, Jeanne-Antide viene alla luce il 27 novembre 1765 a Sancey-Le-Long, un paese della Franca Contea, in Francia, ed è battezzata lo stesso giorno.

1765 LA PRIMA FIGLIA

Le viene dato il nome della madrina.

Gli anni della sua infanzia e giovinezza trascorrono all’insegna della normalità, ma si rivelano determinanti per il suo futuro: vive in una famiglia numerosa dove i valori umani e cristiani sono prioritari, una famiglia provata dalla sofferenza a causa della lunga malattia della madre e dei rapporti tesi e spesso conflittuali per la presenza in casa di una sorella del padre, non sposata e dal carattere difficile.

A 16 anni, Jeanne-Antide perde la mamma ed eccola madre della numerosa famiglia, alle prese con una zia che contesta le responsabilità affidatele dal padre.

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Santa Giovanna Antida Thouret

La sua testimonianza spirituale

Dio Solo - La Chiesa - I poveri

Jeanne-Antide era una donna dal carattere forte, fin da giovane abituata all'esercizio della responsabilità prima in casa, poi nelle scelte della sua vita.

Novizia e giovane suora, non defletté mai dall'orientamento fondamentale, non fu mai accomodante nella sua vita religiosa.

Nelle scelte drammatiche della Rivoluzione ebbe un senso della Chiesa vivissimo: nel paese natale affrontò a viso aperto i rappresentanti della Rivoluzione.

Esule con i Solitari del p. Receveur, seppe allontanarsi e affrontare un durissimo viaggio in un paese straniero, sostenuta solo dalla sua fede e dalla sua determinazione.

Fin dall'origine della sua comunità dovette operare scelte difficilicui mai intese sottrarsi. In tutta la sua vita dimostrò intelligenza, larghezza di vedute, forte sensibilità, ma anche un maturo senso materno.

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La sua testimonianza spirituale

San Vincenzo de' Paoli

LA SCUOLA DELLA VITA 

Terzo dei sei figli di Jean e Bertrande de Moras, Vincenzo nasce nell'aprile del 1581 a Pouy, un villaggio vicino Dax, nelle Lande della Guascogna, nel sud-ovest della Francia. 

Le origini contadine del ragazzo lo portarono ben presto a doversi occupare dei porci e delle greggi della famiglia, fino a quando, accortisi delle sue capacità intellettive, i genitori decisero di farlo studiare affidandolo, nel 1595, ai francescani del vicino convento di Dax.

Vincenzo studiò dai francescani solo pochi mesi perché, forse su raccomandazione dei frati, si guadagnò l'insperato interesse di un protettore,il signor de Comet, avvocato di Dax e giudice di Pouy che lo accolse in casa come precettore dei suoi figli e lo convinse ad intraprendere gli studi ecclesiastici.

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San Vincenzo de' Paoli

Il suo profilo apostolico

Evangelizzatore della campagne

Formatore del clero

Padre dei poveri

Innovatore della vita religiosa femminile 

 

Quando Vincenzo de’ Paoli si affacciò alla vita (1581-1660), era uno dei tanti contadini del suo tempo. Non aveva sangue blu nelle vene, la sua era una cultura che non gli permetteva di scrivere grandi opere, ogni carriera gli era preclusa.

Eppure, mentre tanti si domandavano il perché delle cose, egli capovolse i valori vigenti, chiedendosi: “Perché no?” Perché non si può cambiare, innovare, migliorare?

Fu questa la sua domanda e la missione, il carisma della carità furono la sua risposta coraggiosa a questa domanda.

Con la sua azione e la sua sensibilità cambiò il modo di sentire le cose, tanto che dopo di lui la Chiesa il mondo non furono più gli stessi. Inventò un nuovo ruolo della donna, mise al centro della vita l’uomo con i suoi bisogni e le sue speranze. Non inventò la carità, ma la scoprì in seno alla Chiesa e la collocò ai vertici dell’interesse del mondo.

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Il suo profilo apostolico

Santa Agostina Pietrantoni

PATRONA degli INFERMIERI d'ITALIA

Una suora pronta, umile, ilare

 

Il più antico ospedale di Roma, il Santo Spirito, si trova a pochi passi dal Vaticano.

A pochi passi dal luogo dove furono giustiziati i primi martiri cristiani e lo stesso san Pietro. Tra queste mura sono passati grandi santi, per visitare e confortare gli ammalati: Filippo Neri, Carlo Borromeo, Giuseppe Calasanzio, Vincenzo Pallotti, Giovanni Bosco.

E qui ha trovato la morte, e la gloria, una serva dei poveri, che il 18 aprile 1999 il Papa Giovanni Paolo II ha elevato all’onore degli altari e che la Conferenza Episcopale Italiana ha dichiarato Patrona degli Infermieri d’Italia, il 20 maggio 2003.

Suor Agostina, al secolo Livia Pietrantoni, fu uccisa al Santo Spirito il mattino del 13 novembre 1894 da un malato di tubercolosi, Giuseppe Romanelli.

Un episodio tragicamente casuale, all’apparenza. Il gesto di uno squilibrato, si direbbe. Ma per il popolo di Roma, che sa riconoscere i santi, non fu così, fin da subito.

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Santa Agostina Pietrantoni

La sua spiritualità

PER GESÙ, TUTTO È POCO

Il profilo biografico di Suor Agostina Pietrantoni, una giovane donna umile, mite, ilare, ci offre l'occasione di conoscere questa Suora della Carità che, nella semplicità della sua vita quotidiana, ci ripropone in tutta la sua forza il perenne messaggio evangelico di Gesù: "Amatevi come io vi amo".

La vita di Suor Agostina si svolge come una liturgia: due tempi “ordinari” un tempo “forte”.

Il primo tempo “ordinario” è quello della sua esistenza di ragazza di paese: semplice, modesta, laboriosa, cristiana fedele. Come tante sue amiche. Eppure più delle altre creava intorno a sé serenità, sicurezza, luce di bontà. Tutti lo avvertivano.

Il secondo tempo ordinario è rappresentato dagli otto anni di vita religiosa:

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La sua spiritualità

Beata Nemesia Valle

“…IL CUORE DI SUOR NEMESIA!”

Giulia Valle nasce ad Aosta il 26 giugno 1847, donando tanta felicità a una coppia giovane e benestante di Donnas che aveva già perso prematuramente i due figli precedenti.

Anselmo Valle e Maria Cristina Dalbard, suoi genitori, la conducono al fonte battesimale il 26 giugno 1847, presso l'antica collegiata di Sant' Orso e la chiamano Maddalena, Teresa, Giulia.

Segue la nascita di Vincenzo. La sua infanzia trascorre serena, tra il lavoro di modista della mamma e i viaggi e i commerci del padre.

Animata da un profondo senso religioso, Maria Cristina Dalbard ispira ai due figli, accanto ad una visione serena della vita, anche un’autentica apertura verso gli altri e un’indole generosa che orientano il temperamento particolarmente vivace e luminoso e la naturale curiosità della piccola Giulia.

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Beata Nemesia Valle

Il suo itinerario spirituale

GUIDA E DIRETTRICE SPIRITUALE

ESPERTA DI UMANITÀ

 

Tratteggiare il profilo spirituale di suor Nemesia non è facile: il suo volto esprimeva calma, pace, infondeva serenità, anche quando il suo animo era in subbuglio.

E tutta la sua esistenza non fu che la somma di tante cose normali, occupazioni ordinarie, faccende comuni, compiti per nulla esaltanti. Sbaglierebbe chi cercasse nella vita dell’umile suora valdostana eventi straordinari, fatti e vicende che attestano un cammino religioso condotto all’insegna dell’eccezionalità.

La testimonianza spirituale di suor Nemesia si sviluppa, viceversa, nell’ordinario, privilegia la dimensione della quotidianità.

La sua vita è un forte messaggio di umiltà e di carità: la sua fedeltà al carisma, la dedizione alle novizie e alle consorelle vanno intimamente legate al suo amore per la Chiesa, che si manifesta nel suo ardente spirito missionario e nella sua generosa e lieta disponibilità a servire tutti nella Chiesa.

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Il suo itinerario spirituale

Beata Enrichetta Alfieri

BEATA ENRICHETTA ALFIERI

“La Mamma" di San Vittore

una donna per la vita, la libertà e la carità

Per i detenuti milanesi e i loro familiari era “l’angelo di San Vittore”. Ma all’impegno in carcere suor Enrica Alfieri c’era arrivata per caso, o meglio, per provvidenza.

Poiché, in realtà, la sua vocazione era la missione educativa nell’asilo infantile curato a Vercelli dalle Suore della carità di santa Giovanna Antida Thouret, fra le quali era entrata nel 1911, a vent’anni di età.

Era, infatti, nata a Borgo Vercelli il 23 febbraio 1891.

A soli 28 anni si ritrovò ammalata del morbo di Pott e fu costretta a lasciare la scuola.

Per quattro anni restò immobile a letto, soffrendo «con dignità, amore, dolcezza e fortezza», come scriveva alle consorelle.

Da un viaggio a Lourdes riportò a casa una bottiglia di acqua benedetta, che iniziò a bere quotidianamente con fiducia.

E il 25 febbraio 1923, dopo aver invocato la Madonna, sentì l’ordine: «Alzati».

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Beata Enrichetta Alfieri

Il suo profilo spirituale

“Soffrirò, lavorerò e pregherò per attirare anime a Gesù” 

Suor Enrichetta è una figura che interpella non solo le Suore della Carità, ma ogni donna, ogni cristiano   impegnato anche civilmente e politicamente.

Ha saputo essere donna e religiosa, in termini intelligenti e propositivi, assumendo anche responsabilità civili, oltre che religiose, ponendosi in dialogo con la differenza.

In suor Enrichetta emerge una personalità ricca di doti sul piano umano e cristiano

In particolare:

  • una intelligenza vivace ed intuitiva, come è dimostrato dal curricolo dei suoi studi, dalla sua capacità di assolvere con creatività e competenza i compiti a lei assegnati dai Superiori, dalla abilità con cui sa impostare e portare felicemente a termine le molteplici pratiche amministrative e legali relative alla sua funzione direttiva della Sezione Femminile del Carcere San Vittore; come è ancora dimostrato dalla qualità del suo epistolario e dagli scritti vari, i quali, pur nella loro occasionalità, rivelano sensibilità, intuizione e profondità di pensiero;

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Il suo profilo spirituale