Suor Elvira - temporaneamente rientrata dalla Repubblica Centrafricana - all’assemblea UISG (Roma, maggio 2019) ha condiviso la sua esperienza di seminatrice di speranza profetica, attraverso il suo progetto Kizito a Berberati. In allegato per intero la testimonianza: in fondo a questo articolo.

Suor Elvira è in RCA da 18 anni. All’assemblea UISG erano presenti più di 500 delle 1900 Superiore Generali, provenienti da oltre 100 Paesi, in rappresentanza delle 450.000 religiose nel mondo.

Attraverso le parole dirette dei ragazzi e delle ragazze ex soldato, con il progetto Kizito che cerca di aiutare loro a ritrovare la dignità perduta, suor Elvira ha voluto far arrivare il grido di sofferenza di un popolo che dopo 60 anni dalla proclamazione d’indipendenza non ha ancora strade, acqua potabile, scuole, ospedali degni di tale nome.

TESTIMONIANZA sr Elvira Tutolo  - Repubblica  Centrafrica

“…io non volevo uccidere, ma il mio Capo mi obbligava… il mio compito era di fare a pezzi i cadaveri…io sono rimasto chiuso in un container per diversi giorni senza mangiare né bere, ho visto i miei compagni morire uno dopo l’altro…io sono stato legato e hanno ucciso i miei genitori davanti ai miei occhi… i militari bianchi mi hanno offerto del cioccolato, poi hanno voluto fare quelle cose che non posso dire… io dovevo andare a rubare e preparare da mangiare ai combattenti che tornavano alla sera… uno di loro ha approfittato di me… ora ho un bambino! Tutti siamo stati vaccinati per essere forti e non avere paura…hanno preso mio fratello e l’hanno torturato, l’abbiamo ritrovato con le braccia spezzate e il pene tagliato…il corpo di mio figlio é tornato a riva dal fiume con braccia e gambe legate, il viso irriconoscibile…”!

Sono stata testimone di tutte queste violenze, di cui ho preferito riportare le espressioni dirette di ragazze/i che, ora usciti dalle Bande armate cerchiamo di aiutare a recuperare la dignità perduta, a ritrovare il senso della vita, a riprendere a sperare  in una vita migliore.

 Sono qui, vi porto il grido di un popolo e di una Chiesa martirizzata. É la situazione dell’uomo aggredito dai briganti e lasciato mezzo morto sulla strada che scende da Gerusalemme a Gerico… da Bangui a Bossangoa, da Bambari a Alindao, da Berberati a Gamboula. Vengo dalla Repubblica Centroafricana che dall’inizio del 2013 attende il “buon samaritano”. Nel novembre 2015, papa Francesco pellegrino di Pace, é venuto ad aprire la Porta Santa a Bangui per iniziare l’anno giubilare della Misericordia. Con questa sua scelta ha ridato tanta speranza. Purtroppo, dopo cinque anni e dopo 8 firme e accordi di Pace, l’80% del territorio è sotto il controllo dei Gruppi armati, gli stessi, anche se li chiamiamo Ex, del Marzo 2013.

 Il loro obiettivo e unico interesse é di poter continuare a dilaniare impunemente le ricchezze del Paese, soprattutto diamanti, oro e tanto ancora! Non c’entrano le religioni, é stata solo una coincidenza il fatto che i Seleka erano di espressione musulmana. Il vero problema é proprio questo : la ricchezza del sottosuolo e l’AVIDITA’ sfrenata, competitiva, senza alcun rispetto per la giustizia da parte di potenze internazionali.

A 60 anni dalla proclamazione dell’indipendenza, siamo ancora senza strade, senza corrente elettrica, senz’acqua, senza scuole, senza ospedali che si possano definire tali. Un popolo con tante potenzialità che resta umiliato, depredato, impoverito !

Le Missioni militari chiamate a difesa della popolazione hanno registrato fallimento e si sono prestate a non poche complicità. Tante, troppe le contraddizioni. Ne cito due soltanto : l’ONU ha ancora prolungato l’Embargo sulle armi e per questo l’esercito nazionale che con tanta fatica cerca di ricostruirsi, non ha l’equipaggiamento necessario. Allo stesso tempo i Gruppi armati continuano a ricevere armi!  L’embargo sui Diamanti e nello stesso tempo la fuga di questi è senza controllo !

La Chiesa Cattolica nelle sue strutture e soprattutto nella persona di sacerdoti e di religiosi ha pagato e sta pagando un altissimo prezzo per la difesa della popolazione. Una Chiesa giovane, ma già molto viva, è un seme della speranza che sta risvegliandosi e crescendo, anche in mezzo a tante difficoltà.

Noi Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret siamo arrivate nell’agosto 1960 in concomitanza proprio con la proclamazione dell’indipendenza : sono 60 anni… Abbiamo sangue centroafricano ! Con le altre Congregazioni presenti sul territorio e con la popolazione, lavoriamo con i piu poveri, i piccoli, i malati, i giovani. Proviamo, con loro, non lasciarci rubare la speranza, grazie ai progetti educativi e di sviluppo.

Le consorelle centroafricane sono impegnate nell’accompagnamento delle ragazze uscite dalle Bande armate o dedite alla prostituzione

Nel buio, a tentoni è cominciata  la mia esperienza con i bambini /ragazzi che vivevano sulla strada…perché, come loro stessi dicevano: “a casa non potevo più vivere, ho preferito stare per strada….” ... I loro Genitori sono divisi, i padri nei cantieri di diamanti lavorano come schiavi, dilagano la miseria, la poligamia, le accuse di stregoneria, le violenze, non hanno mai messo piede in una scuola, sempre TRADITI nell’amore e abbandonati a loro stessi. Sulla strada, sfruttati da adulti, si ritrovano facilmente in conflitto con la Legge e quindi finiscono in prigione con gli adulti.            

 Quale risposta dare a questi bambini ? Come possiamo aiutare questa gioventù a crescere? Come aiutarla a sperare in una realtà migliore? Abbiamo detto “ NO” all’Istituto, all’ “internato” (come dicono loro) e “ SI’” alla Famiglia.

Avviata una sensibilizzazione e una “Formazione per le Coppie” del luogo, siamo riusciti a far nascere una fraternità, in seguito riconosciuta come ONG Nazionale: Kizito (nome scelto dai bambini stessi) per l’accoglienza, la protezione e il reinserimento sociale dei minori. Le Coppie hanno cosi i bambini naturali detti “della pancia” e i bambini accolti, detti “del cuore”. Molto spesso, dato il numero, arriviamo ad avere squadre di calcio pure con le riserve! 

Noi non abbiamo marito…non sono figli nostri…non é compito delle suore: provocazione che ha fatto nascere una disponibilità e un amore a tutta prova, la speranza ha cominciato a rinascere! 

E’ arrivata la guerra. Abbiamo perduto tanti bambini, ragazzi. giovani !  Siamo state testimoni di terribili atti di violenza, di torture, di aggressioni, di violenze sessuali.

Serge…non lo trovavo, non lo vedevo da qualche giorno…mi chiamano che c’é un cadavere già in fase di decomposizione dopo la pista dell’aereoporto…suora forse é uno dei suoi ragazzi…cosi dice la voce al telefono.  Chiamo i Medici senza Frontiere in quel periodo presenti in Berberati non possono uscire fuori dei limiti dell’ospedale,chiamo il medico dire’ttore dell’ospedale…polizia e Gendarmeria non esistevano…nessuno ha voluto muoversi…sono andata con la mia piccola Suzuki sulla quale avevo issato un asciugamano bianco…e…si era proprio Serge : un corpo dilaniato con evidentissimi segni di tortura e poi crivellato di colpi. Ho ancora le pallottole con me non so perché le ho tenute….Ho pianto…insieme ad altri ragazzi abbiamo scavato una fossa…una preghiera, un saluto. Giusto in tempo rientrati in centro e una macchina piena di ribelli veniva nella nostra direzione !

Proprio pochi giorni fa uno dei ragazzi residenti al Centro di Formazione mi diceva che la sua mamma era incinta. “Erano arrivati nel loro villaggio non lontano da Berberati, avevano preso tutte le donne,  con il machete hanno tagliato la pancia. I militari mungiu-bianchi ci offrivano del cioccolato poi ci chiedevano di fare delle cose che non posso dire…Impossibile dimenticare…molto difficile perdonare ed é per questo che poi sono entrato tra gli Antibalaka per vendicare la mamma…”.

I giovani hanno cercato di organizzarsi per formare una milizia contro i Seleka : violenza chiama violenza! E proprio con la permanenza in questo centro, i ragazzi ritrovano pian piano il sorriso e la voglia di ricominciare, di sognare .

E noi, con loro, non smettiamo di farci Samaritane, insieme al Dio della Speranza, della Risurrezione e della Vita!

Berberati Maggio 2019 – ROMA                                     Suor Elvira Tutolo